lunedì, dicembre 04, 2006

Finalmente chiarezza sul trattamento IVA delle scritture connesse agli spettacoli?

Un’interpretazione autentica inserita in extremis nella Legge finanziaria potrebbe porre termine ad una questione controversa che dura da più di vent’anni in materia di imposta sul valore aggiunto e che, negli ultimi tempi, a seguito della pubblicazione della R.M. 83/E del 15 giugno 2004 da parte del Ministero delle Finanze, ha dato impulso ad un’ondata di contenzioso tra Agenzia delle Entrate ed operatori dello spettacolo.

La R.M. 83/E riprendeva infatti la definizione di spettacolo teatrale data dallo stesso Ministero con R.M. 138/E del 2001, per restringere l’ambito di applicazione del punto 119) Tabella A parte III allegata al D.P.R. 633/72 “scritture connesse agli spettacoli teatrali”. Attraverso l’esclusione dal novero degli spettacoli di quelli indicati nella seconda parte del punto 123) della tabella citata, veniva a cadere il beneficio dell’aliquota IVA ridotta al 10% per tutte le scritture connesse ai concerti vocali e strumentali, nonché per gli spettacoli di burattini e marionette.

Nondimeno, alcuni pareri informali emessi tra il 2001 ed il 2002 dalla Direzione Regionale del Piemonte e dall’Agenzia di Bologna 3 in risposta a quesiti presentati da singoli contribuenti avevano più volte suggerito la legittimità dell’applicazione del regime agevolato anche alle scritture connesse ai concerti vocali e strumentali. In costanza di tali interpretazioni – benché informali (non si trattava infatti di risposte ad interpelli) – diversi artisti, musicisti ed operatori del settore avevano ritenuto di poter emettere fatture all’organizzatore dell’evento con aliquota IVA ridotta al 10%.

A seguito della R.M. 83/E l’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) pubblicò una propria circolare per raccomandare agli iscritti di applicare alle scritture connesse alla realizzazione di concerti l’aliquota IVA ordinaria, in attesa di un auspicabile intervento interpretativo che facesse chiarezza.

La nuova (e a lungo attesa) interpretazione dovrebbe da un lato riportare sullo stesso piano le varie forme di rappresentazione dal vivo diverse dalla mera attività di intrattenimento, rimuovendo la distinzione tra spettacoli teatrali e di altro genere, dall’altro mirare a definire in maniera più puntuale l’ampiezza del concetto di “scrittura connessa”. L’interrogativo da sciogliere è se considerare tale solo la scrittura con cui l’organizzatore ingaggia l’artista, i musicisti e la compagnia teatrale, oppure anche qualunque contratto diretto e finalizzato alla messa in scena dello spettacolo (compresi i c.d. service di impianti luci, audio, logistica e promozione dell’evento, ecc.).

Gianfranco Barbieri – dottore commercialista partner fondatore dello studio Barbieri & Associati ed esperto del settore – ha recentemente presentato un ricorso alla C.T.P. di Bologna in difesa di un noto cantautore, proprio riguardo alla problematica del diritto all’IVA agevolata nelle scritture connesse ai concerti vocali e strumentali. Il ricorso è stato portato a conoscenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’auspicio di una interpretazione autentica risolutiva dei numerosi contenziosi sorti. “L’inserimento in Finanziaria dell’emendamento”, spiega il dott. Barbieri, “è una vittoria della cultura; l’applicazione dell’aliquota agevolata a tutta la filiera dello spettacolo spingerà infatti gli organizzatori ad ampliare l’offerta di eventi, moderando il prezzo dei biglietti a tutto vantaggio del cittadino”.


Bologna, 4 dicembre 2006 ore 18.00


Per informazioni:
gianfranco.barbieri@barbierieassociati.it
051 231125

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